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Chi è l’autore di questi scritti? Alcuni li trovo interessanti.
Commento di vittorio 25 Novembre 2008 @ 12:54 pmTuttavia penso si debba assumersi le responsabilità di quello che si scrive.
La critica anonima non può che essere dilettantesca.
ciao.
Hai ragione. Comunque il mio indirizzo e-mail è sempre stato presente nella sezione “contatti”.
Commento di Daniele 25 Novembre 2008 @ 2:35 pmIl mio nome è Daniele Cappelletti
Ciao
“Chi è l’autore di questi scritti? Alcuni li trovo interessanti.
Tuttavia penso si debba assumersi le responsabilità di quello che si scrive.
La critica anonima non può che essere dilettantesca.
ciao.”
E chi è l’ autore di questo commento?
Commento di Daniele 26 Novembre 2008 @ 11:02 amCiao
Trovo molto interessante il tuo blog.
Commento di Matteo 2 Febbraio 2009 @ 4:08 pmInnanzitutto perchè sono un appassionato della Secessione Viennese e – potrà sembrare strano – credo che Loos sia una delle voci più incisive che abbiano mai percorso la storia dell’architettura.
Probabilmente il libro “Adolf Loos e il suo Angelo” di Cacciari riesce a mettere in luce la vera statura dell’architetto (e d’altronde sono anche un grande fan di Cacciari, tanto che tengo una copia di Krisis sempre di fianco al comodino).
Condivido le tue critiche all’architettura contemporanea e il parallelismo da te tracciato fra l’epoca attuale e quella in cui visse Loos: penso anch’io che siamo giunti alla fine di un epoca e ad un punto di non ritorno cui occorre far fronte con una rilettura critica del passato ed il recupero di valori fondanti ormai perduti.
Per questo anch’io ho voluto aprire un blog:
http://arching.wordpress.com
che vuol parlare di nuovi modi di intendere l’architettura.
Ancor più importante della critica all’ornamento inoltre credo sia la critica all’architettura intesa unicamente come pianta, che si traduce nell’accentuazione del “Raumplan”; quando Loos afferma “oggi sembra che la preparazione dell’architetto sia conclusa quando ha appreso a pensare al piano” sembra parlare della stragande maggioranza dei progettisti di oggi.
Purtroppo siamo circondati dalla banalità e dallo squallore delle ripetizioni in serie degli edifici dei palazzinari; a questi si contrappongono le archistar che, per pubblicizzare unicamente se stessi, vanno semplicemente “oltre”, perdendo di vista il fine ultimo dell’architettura che, come ricorda Morris “è l’insieme delle modifiche e alterazioni introdotte sulla superficie terrestre in vista delle necessità umane, eccetto il puro deserto”.
Trovo molto interessante il tuo blog.
Innanzitutto perchè sono un appassionato della Secessione Viennese e – potrà sembrare strano – credo che Loos sia una delle voci più incisive che abbiano mai percorso la storia dell’architettura.
Probabilmente il libro “Adolf Loos e il suo Angelo” di Cacciari riesce a mettere in luce la vera statura dell’architetto (e d’altronde sono anche un grande fan di Cacciari, tanto che tengo una copia di Krisis sempre di fianco al comodino).
Condivido le tue critiche all’architettura contemporanea e il parallelismo da te tracciato fra l’epoca attuale e quella in cui visse Loos: penso anch’io che siamo giunti alla fine di un epoca e ad un punto di non ritorno cui occorre far fronte con una rilettura critica del passato ed il recupero di valori fondanti ormai perduti.
Per questo anch’io ho voluto aprire un blog:
http://arching.wordpress.com
che vuol parlare di nuovi modi di intendere l’architettura.
Ancor più importante della critica all’ornamento inoltre credo sia la critica all’architettura intesa unicamente come pianta, che si traduce nell’accentuazione del “Raumplan”; quando Loos afferma “oggi sembra che la preparazione dell’architetto sia conclusa quando ha appreso a pensare al piano” sembra parlare della stragande maggioranza dei progettisti di oggi.
Purtroppo siamo circondati dalla banalità e dallo squallore delle ripetizioni in serie degli edifici dei palazzinari; a questi si contrappongono le archistar che, per pubblicizzare unicamente se stessi, vanno semplicemente “oltre”, perdendo di vista il fine ultimo dell’architettura che, come ricorda Morris “è l’insieme delle modifiche e alterazioni introdotte sulla superficie terrestre in vista delle necessità umane, eccetto il puro deserto”.
Ciao
Matteo
Commento di Matteo 2 Febbraio 2009 @ 4:08 pm