l’altro


IL SIGNIFICATO DI QUESTO BLOG

L’ ALTRO: ETICA E ESTETICA

Commenti effimeri… architettura e società

“Non ci si lasci spaventare dalle maiuscole gotiche delle intestazioni. «Das Andere» è certamente difficile da leggere. Ma un manifesto deve essere letto soltanto da chi è interessato. Poiché altrimenti è inefficace.”

Adolf Loos, Das Andere, n.1 Vienna 1903

Das Andere ( L’altro ) è la rivista che Adolf Loos pubblica nel 1903 a Vienna, come supplemento alla rivista Kunst redatta da Peter Altenberg. Il sottotitolo sembra molto provocatorio: “per l’introduzione della cultura occidentale in Austria“. Ma per ”cultura occidentale” Loos intende solamente un ”nuovo modo di vedere”. Il ritmo di Das Andere non è quello della critica incalzante, ma, come scrive Cacciari, assomiglia a quello del “melanconico passeggiare”. Loos parla dell’ effimero, di ciò che vede passeggiando per la sua amata-odiata Vienna, descrive l’ atmosfera della “finis Austriae“, l’inarrestabile declino cui s’avvia la civiltà asburgica.

L’ Italia nei primi anni del nuovo millennio, si trova in un periodo altrettanto critico. Quasi un secolo dopo Das Andere lo spettro della “finis Italiae” sembra materializzarsi all’ interno di una più ampia crisi istituzionale dell’ Unione Europea… L’ ingovernabilità del multietnico Impero austro-ungarico non sembra poi così distante.

Le critiche, i giudizi sembrano diffondersi e radicalizzarsi. Aggiungere a queste grida confuse un’ altro lamento non servirebbe a niente.
Questo blog intende ripercorrere la via aperta da Adolf Loos.
Ascoltare, invece di giudicare,
commentare, invece di criticare.
Il commento dell’ effimero, è l’ unico sguardo che può aprirsi all’ attimo imprevedibile, che spezza la catena degli eventi.

“…il commento non ha a che fare con un Testo (l’«immagine eterna»), ma con paesaggi che mutano, dai contorni imprevedibili. Il “testo” del commento è quella catena di eventi che si accumula senza tregua – che non da tregua. L’ oggetto del commento vola via, assieme allo sguardo dell’ angelo”

Massimo Cacciari, Adolf Loos e il suo angelo